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A Natale siamo stati a San Paolo, dove vivono i genitori di Carlos e le sorelle sposate.

 

 

 

 

 

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Brasile

 

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Blog Brasile 08

 

 Abbiamo passato sei giorni a cucinare, parlare, ascoltare musica, vedere le foto e i filmati fatti in altre occasioni. Abbiamo ballato nelle feste di quartiere il Forrò, una specie di Liscio sudamericano che sciorina le solite nenie popolari.

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    Abbiamo lasciato alle spalle l'esperienza di San Paolo, dove abbiamo passato sei giorni a cucinare, parlare, ascoltare musica, vedere le foto e i filmati fatti in altre occasioni. Abbiamo ballato nelle feste di quartiere il Forrò, una specie di Liscio sudamericano che sciorina le solite nenie popolari.

In casa e in giro con i nipoti di Carlos, una banda di otto elementi che vanno dai 2 ai 14 anni. E abbiamo visitato il centro addobbato come una città europea, con babbi natale e pinguini immersi in neve di plastica. La maggiorparte delle persone che si faceva una foto davanti a lì non ha mai visto la neve, e non sa che cosa sia in realtà. San Paolo è vastissima, credo ci vogliano cinque o sei ore di auto pre andare da un estremo all’altro dell’anello cittadino. Più o meno come andare da Treviso a Milano sempre correndo cin centro città. I paulisti sono più abituati al rispetto degli e degli impegni.  E’ il grande Sud temperato che, rovesciato il mappamondo, coincide con il nostro Nord.

 

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    Per fine anno siamo tornati a Rio e in appartamento abbiamo organizzato una pre-vigilia con amici fino alle 23, raccolti nel terrazzo che abbiamo sottratto all'esclusiva dimora di Apollo, il cucciolo Beagle che piange se non lo si fa compartecipe della lettura. Si dice che è carente, cioè carente d'affetto, ma in pratica non ha coscienza di essere un cane e quindi si domanda sempre perchè gli altri debbano andare e venire per la casa e lui debba sempre rimanere lì nell'angolo.  D'altra parte era uno spreco, un terrazzo coperto di trenta metri quadrati è molto maggiore dello spazio che la maggiorparte dei carioca ha per vivere, conosco amici che vivono in cinque in una stanza di tre metri per quattro. Abbiamo così messo mano ai pennelli, pulito, raschiato, dipinto, decorato, infiorato, allestito con vele e candele, che non hanno preso fuoco, ma i fuochi li abbiamo visti poi alla spiaggia di Copacabana, dove siamo andati a mezzanotte, sbarcando dal Metrò in mezzo a una folla enorme.

 

 

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    Dicono che c'era meno gente degli altri anni.

In compenso si riusciva a camminare per le strade.
E' a causa dei Giochi Panamericani attesi a Rio per il prossimo Luglio.  Per fare bella figura si inizia a parlare di sicurezza per le strade, la Guardia nazionale pattuglia visibilmente, protegge i percorsi degli autobus turistici, vengono varate leggi per vietare i ritardi nei voli.
Il Comune sta organizzando, migliorando, allestendo stands e nuovi bar moderni, bagni in riva alla spiaggia e al CALZADAO, il largo marciapiede dai famosi disegni a onde bianche e nere che delimita la strada dalla spiaggia.
 
  
 

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