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viaggi  - Asia 11 Cambodia

 

 

 

Siem Reap e l'orgia di pub street

 

    Fra le stradine di Pub Street, il cuore pulsante della Siem Reap notturna, c’è pure una Trattoria fiorentina Crudo e Vini, con tapas tetto a botte, una little Italy nel cuore della Cambogia, assieme alle immancabili Tigri de Papier di stile francese. I Mall markets sono un ottimo punto per scoprire l’anima segreta dei luoghi: qui hanno di piccolo anche i cotton fiocc, forse per le piccole orecchie asiatiche. L’intraprendenza si nota dalle piccole cose, chi vende dieci cartoline illustrate per solo un dollaro, e chi nove per un dollaro più una gratis. Mi concedo un massage al Hatha Khmer di What Po Street.

     O forse mi attira un massaggio plantare nella vasca dei pesci? Sempre che poi non finiscano nel piatto della sera...

 

    La mattina colazione alla boulangerie, mi siedo davanti a una ragazza che usa il pc, dopo una buona mezzora di cordialità in inglese, entriamo in confidenza. Di dove sei? Italia, di Venezia… E tu? Brasile. Cosaaa? Poxa, eu falando ingles por uma hora e sò agora vamos saber que non podemos falar portugues?  Hahahahaha… Claudia di San Paolo, in giro per l’Asia per un corso di meditazione in Thailandia, poi tenendo classi di inglese per mantenersi un po’ ovunque. Parliamo per un’altra ora di problemi di Asia, di cultura e mentalità mondiale e brasiliana, di auto consapevolezza interiore, di destino, di giustizia delle ambizioni vere della vita, che ci verranno concesse se autentiche. Quasi piangiamo quando ci separiamo, ognuno per la sua strada, ma dopo esserci scambiati il profilo face ed esserci dati appuntamento allo stesso caffè per la notte. Non so ancora se me ne andrò domenica o se continuerò a riprendermi la libertà fra alberi e anse del fiume, in una Siem Reap gradevole, se si lasciano a lato le strade turistiche del New market e i locali turistici di Pub Street. I suoni linguistici risolvono la comunicazione. Qualcuno ha messo il suo cartello. “Free Wi 5”.

 

    Fuori da un supermercato che vende prodotti internazionali trovo una locandina che pubblicizza il famoso Angkor Aseana Residence, il luogo dove vive Franco, un mio amico che fotografa per National Geographic. Una stanza con bagno si paga solo 60 dollari al mese. La tua casa lontano da casa, pubblicizza la locandina. Una struttura enorme, probabilmente il solito investimento cinese. Ideale per espatriati, volontari, studenti, professionisti, impiegati, pensionati, turisti, amici sia locali che stranieri. Pubblicizza il minibar, il giardino, l’aria condizionata, il ristorante, il counter dell’elettricità separato, il collegamento wifi a cavo in ogni stanza.

    Dunque, a 60 usd o 90, ci sono stanze complete di armadi e bagni per viverci un mese. Una bici costa un dollaro al giorno, ma si potrebbe noleggiare un motorino per 25 al mese, solo per fuori città, perché dentro è vietato agli stranieri condurre veicoli. Pasti si fanno con 2 dollari in strada, un cocktail 2,50, una birra alla spina 0,50 usd. Scheda sim, con 9 dollari di Internet al mese comodi. Una t-shirt a 3 dollari. Lattine di birra o coca a 0,40 dollari in supermercato. Pasta Barilla a 2 usd, a 3 un barattolo di sugo pronto Star amatriciana o campagnola.

    In un ristorantino di strada, un cartello sin ingrazia i turisti proponendo un non meglio identificato Sand-With-Cheese. Qualche cosa di peloso tocca i piedi sotto la tavola. Sul muro ci sono fessure. Mosche ti girano intorno, ti si posano, le scacci ma ritornano, mentre mangio, mentre stai seduto. Per scacciarle i venditori di carne agitano un sacchetto di plastica colorato legato in cima a uno stecco. Lentissimi a portarti da mangiare, anche se ci sono 4 clienti, minimo 40 minuti di attesa non te li leva nessuno. Che fanno, vanno a comprare il cibo da un altro? No, nello sgabuzzino che funge da bagno e cucina saranno in tre in un metro quadrato, se la lista degli ordini si allunga non ci sono molte opzioni: cucinano un piatto alla volta!  Ingenuo acume del consumismo in erba! Qui ancora credono che si lavori di più solo se si hanno più tavoli. Questo candore a volte fa tenerezza, altre ti infastidisce, perché alla fine si sentono in diritto di arrampicarsi sulle tue fatiche di viaggiatore. Cambio scatola di fiammiferi ed entro nella prossima, dove l’indecisione fluttua fra un sand with chess o un Franch cheken.

    Ovviamente le visite dei templi sono irrinunciabili. A differenza degli organizzati templi thailandesi, a Siem Reap si respira ancora l'aria polverosa della vita rurale.

    Nonostante il costo della manodopera in Cambogia sia basso, molte cianfrusaglie nei mercatini sono cinesi. Come in ogni parte del mondo, la differenza la fanno poi i costi di importazione e le tasse delle dogane. In Brasile, dove sono altissimi, trovi a 20 euro lo stesso prodotto che in Italia trovi a 10.  Appena le regole diventeranno così costose che nessuno di divertirà più, si potrà finalmente affermare che sarà arrivato il progresso. Osservando il flusso di persone scorrere nelle strade dei paese che visito, qui in Asia come nel resto del mondo, mi capita assai di rado di pensare che la storia abbia realmente insegnato qualcosa.

      Tutto appare invece assai più incline a declinare le pretese di ogni parallelo, anche se temporalmente differite dalle pretese dei simili lontani. Una fame che è spesso diritto, ma altrettanto spesso voracità cieca, e non solo da parte di coloro che possono esercitare un controllo o un potere sui propri simili. Fa da contraltare l’abulico incedere degli abitanti delle aree sviluppate del mondo, quelle alle prese con una crisi del progetto di indefinita espansione. Qui il consumismo inteso come stile di vita e come preghiera mattutina ha spesso bruciato la parte del cervello deputata alla sfida della vita, al gusto delle cose semplici in quanto detentrici del gusto originale, fino allo sfinimento della capacità di rischiare per godere. Meglio un consumismo a ore, meglio un sesso senza prezzo esposto, meglio un film invece che viaggiare nel sudore e nelle attese. Godimento concentrato, in tranquillità. E’ da molto che ho capito che la tranquillità non è di per sé un valore assolutamente positivo.

 

 

    Giro in bici, seguendo il fiume. Tutte le cose vicino alla strada, suppellettili, foglie, hanno una patina di polvere rossiccia indelebile. Appena uscito dal centro mi inoltro nella campagna, seguo viottoli di terra battuta. Lontano dall’epicentro turistico la vita assomiglia a una retroguardia, un magazzino delle munizioni. Tutti sembrano lavorare per produrre alimenti e derrate a sostegno della grande kermesse che si gioca nei ristoranti turistici, negli hotel, nel ricevimento del flusso di visitatori. C’è meno ansia ma anche uno strato di laboriosa attesa di retrovia.

     Gli uomini che incontro, in bicicletta o sui carretti trainati da buoi, assomigliano tutti a dei "piccoli" Michael J.Fox...

 

 

 

 

gennaio - aprile 2014

 

 

qui l'inizio del reportage    Asia 1 - Istanbul

 

  Turchia - Istanbul   Vietnam - Saigon province - Ho Chi Minh City -  Mekong River
  Cambodia - Phnom Penh - Siem Reap - Angkor Temples - Prahear province   Laos - Vientiane - Luang Prabang
  Bangkok - Chiang Mai - Koh Larn - Pattaya   Malesia - Kuala Lumpur

20 - Thai Suggerimenti per Bangkok e Chiang Mai

 

 

Visitare Marrakech

 

 

 

 

 

 

 

  Asia 1   -   Istanbul, porta d'Oriente

  2 - Vietnam: cappelli a cono e voglia di dollari

  3 - Vietnam : sorrisi e mine anti-bambino

  4 - Indocina Mon amour e disfatte coloniali

  5 - Vietnam  :   profferte e conti della serva

  6 - Mekong  :   il Bel Danubio giallo

  7 - Cambodia : corruzione a Phnom Penh

  8 - Phnom Penh : le gioie del woterfront

  9 - Cambodia: non mi fregare, monaco!

  10 - Cambodia: pallottole benedette

  11 - Siem Reap : Pub Street

  12 - Laos  :  Luang Prabang

  13 - Thai  : Chiang Mai

  14 - Thai  : Bangkok

  15 - Thai  :  Pattaya

  16 - El Nido : Le spiagge filippine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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