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viaggi  - Asia 12 Laos

 

 

Luang Prabang

 

 

      

    Montagne escono come lame dal terreno, esili bambini con chioma di leone si bagnano nel fiume. E’ un zigzagare continuo, ho fatto bene  scegliere un sedile a metà autobus per evitare di essere sballottato per diecimila curve. Il panorama che si vede dal finestrino alterna vallate e montagne, foreste lontane e pianure  coltivate in piccoli appezzamenti. Picchi solitari sovrastati da un pennacchio di fogliame, anse limacciose che preparano alla cittadina turistica di Vang Vieng, meta dei fuori di testa. Qui si fermano la maggior parte dei giovani di tutto il mondo, per dormire poco e fare molta festa.

   Dopo undici ore di bus, comodo ma lento, che frena a ogni buca e anfratto, veniamo scaricati a due minuti dalla città di Luang Prabang, per dar modo al tuk tuk di un amico di rapinarci un altro dollaro a testa. Tu dove vai? E tu? E tu? Ognuno viene scaricato davanti all’hotel o alla guest-house prenotata online.

      La cittadina montana nella notte è un incanto, coi suoi ristorantini chic, le case dai portici bianchi e appare in tutta la sua realtà di buen retiro francese, economico ma di nicchia, protetto dall’invasione della marmaglia locale. Persino lo spazio parcheggio davanti all’hotel e ristorante - sui due lati della strada, è riservato alle due auto d’epoca, Citroen Traccion Avant rossa dai parafangi copriruota e una arrotondata Mercedes 190 color crema, che vengono spostate durante il giorno da un lato all’altro del marciapiede. Una magia di stile, non c’è che dire. Il campionato del fasullo, ma in fondo godibile, riservato a chi viene a riposare in quest’ansa del fiume Mekong fra cascate e grotte di Budda, rafting e escursioni in moto, avventure a dorso di elefante e trekking fra le risaie; per chi cerca un contatto più diretto con la cultura locale ci sono le scuole di cucina, o le accomodations presso fattorie per imparare a piantare il riso, immersi fra valli e montagne laotiane.

      Devo dire che a un certo punto capisco i francesi, che se ne fregano del politically correct e impostano il proprio ruolo di sviluppo economico, caritas ai bambini, investendo pesantemente in banche e imprese locali, per metterla nel culo ai partner europei, chiedendo all’Europa agricola di limitare la produzione di riso italiano per consentire l’importazione del riso vietnamita come se fosse un aiuto ai poveretti.

    Fanculo le diversità come rispetto, è solo l’ennesima occasione fornita dal gap economico, tanto lo sai che appena possono ti ficcano un coltello fra le scatole anche loro, quindi vale la pena approfittare. Direi che qui a Luang potrei riposare, lontano dalle aggressioni di locali che non capisco. Benessere a un decimo del costo. Guest house a 15 dollari, perché un hotel ne vorrebbe almeno 60, pesce di fiume in figlia di banano a 4 euro, calice di vino bianco a 3 euro, unica concessione allo stravizio. Totale del conto al ristorante di lusso 80k kip, o 320 bath, o 10,3 dollari.

      Il Laos, confinante con il Myanmar, è pieno ti templi che variano dallo stile khmer cambogiano al buddista thai. La religiosità orientale è carburante  della vita sociale, regola il flusso delle opere individuali e di gruppo, sebbene non incarni lo spirito totalitario delle vessazioni monoteiste. Non rivolgendosi a una deità, ma a un maestro ispirato, che viene venerato proprio per l’indirizzo che suggerisce ai suoi simili, riveste il ruolo di equilibrato strumento per incanalare e potenziare le capacità individuali, per aumentare resistenza, determinazione, difese ed energia.

      Forti i venditori di sete, che se gli chiedi lo sconto ridono e rispondono, Oh, my Budda...!

    Domenica mattina, levataccia per vedere i monaci che in processione, muniti della loro ciotola, ricevono le offerte di cibo dalla gente. A che ora? Domando a Luke. Alle 6 davanti al Tempio. Metto la sveglia e mi alzo nella peno,bra. Donne del posto sono accovacciate su delle stuoie lungo la strada, con piatti pieni di riso, banane e prodotti di supermercato. Qualcuno mi avvicina chiedendomi se voglio comprare qualcosa da offrire. Alle 6.30 dalla strada inizia a scorgersi una fila arancione. 

 

 

gennaio - aprile 2014

 

8 - continua prossimamente su :  misteri senza fretta

 

qui l'inizio del reportage    Asia 1 - Istanbul

 

  Turchia - Istanbul   Vietnam - Saigon province - Ho Chi Minh City -  Mekong River
  Cambodia - Phnom Penh - Siem Reap - Angkor Temples - Prahear province   Laos - Vientiane - Luang Prabang
  Bangkok - Chiang Mai - Koh Larn - Pattaya   Malesia - Kuala Lumpur

20 - Thai Suggerimenti per Bangkok e Chiang Mai

 

 

Visitare Marrakech

 

 

 

 

 

 

 

  Asia 1   -   Istanbul, porta d'Oriente

  2 - Vietnam: cappelli a cono e voglia di dollari

  3 - Vietnam : sorrisi e mine anti-bambino

  4 - Indocina Mon amour e disfatte coloniali

  5 - Vietnam  :   profferte e conti della serva

  6 - Mekong  :   il Bel Danubio giallo

  7 - Cambodia : corruzione a Phnom Penh

  8 - Phnom Penh : le gioie del woterfront

  9 - Cambodia: non mi fregare, monaco!

  10 - Cambodia: pallottole benedette

  11 - Siem Reap   :    Pub Street

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  14 - Thai  :  Bangkok

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  16 - El Nido : Le spiagge filippine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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