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viaggi  - Asia 7 Cambodia

 

 

Cambodia e sprizzi di corruzione

 

 

 Phnom Penh

Se il Vietnam, per la sua capitale, mi ha deluso, la Cambogia mi ha preso al primo colpo. Povera, poderosa di pietre antiche, pagode, palazzi khmer, palafitte contadine con sotto tutto per la vita quotidiana, pedane di legno dove sedersi con la famiglia. Buoi bianchi e neri che attraversano la strada, o si bagnano al fiume coi bimbi intorno. I primi chilometri di strade dal confine alla città rivelano una grande dignità, laddove il Vietnam lasciava una sensazione di agitazione e arrembaggio. Il livello della Thailandia è ovviamente lontano, ma la gentilezza, la comunicatività e la bellezza sono senza pari.

Raggiungo Phnom Penh in qualche ora di pullmino, cercando inutilmente di sfuggire alla bocchetta dell'aria condizionata. Dopo la giornata di vento a bordo della barca veloce non sarà il massimo. 

Capitale imperiale con avenue centrale zeppa di monumenti illuminati, tuk tuk, mercati locali e negozi di firma. Lineamenti dei volti meno cinesi, più scuri, nasi e occhi normali, più belli. Timidi, rispettosi. C'è la gioventù vestita social, con capelli ben pettinati, camicetta attillata, pantaloni neri, e quella casual, felpe larghe e capelli ossigenati che danno purtroppo su un castano che tende all'arancio. Il rito dell'accattonaggio imperversa, Giovanni, vecchi e bambini, invalidi e catorci ti supplicano da soli o accompagnati.

Anche se fremo. Bkk mi aspetta alfine. E Rio è in assoluto la capitale, dove vedi e prendi, arrivi e ti assaltano, dove ho conosciuto il maggior numero di attori porno.

 

bike ree show in street 130

 

Phnom Penh sembra ancora la colonia delle forze americane. Piena di bar occidentali e australiani, come all'epoca, dobe è facile incrociare omoni western affiancati da minute figure coi capelli corvini e la pelle liscia, solo un po’ più abbronzata. Il cambio affianca il dollaro al riel e tutto ha un prezzo anche in dollari, cibi, hotel, corse dei taxi. Addirittura all'hotel Mad Monkey ritiro soldi all’ATM e invece che riel mi escono verdi biglietti americani.

Circolano moltissime auto di lusso, lexus, range rover, cayenne. Chiedo se sono dei ricchi proprietari di hotel o ristoranti, visto il turismo che circola. Corruzione, mi rispondono. Qui tutti gli affari si fanno grazie al governo. Sembra una novità?

 

lusso alimentato dalla corruzione

 

La prima notte non riesco a dormire a causa di un dolore lancinante al fianco che mi impedisce la respirazione, viene dalla parte posteriore destra, ma anche anteriore, certamente causato dal vento in una giornata di barca, dall’aria condizionata del pullmino con cui abbiamo passato dal fiume alla città (sei ore). Dopo due giorni peggiora, forse perché mi sono lasciato convincere a visitare una sauna Khmer al russian market, e ho insistito con il calore, poi però le docce erano solo fredde. Ieri notte nell'ostello, con difficoltà a ispirare ed espirare, non volevo finire in un pronto soccorso, ho tentato di rilassare i muscoli contratti dal dolore, ma nella veglia forzata stavo ormai calcolando i costi del ritorno a casa. Mi tornava alla mente la crisi che Pier ha avuto a Rio, quando mi ha chiamato alle due di notte sollecitando con urgenza un’ambulanza perché temeva di avere un infarto. I suoi dolori lancinanti al fianco erano causati da una pallina di grasso che percorreva qualche arteria di collegamento verso la milza o la cistifellea, io non so cosa pensare del mio dolore, solo che un parto dura ma poi finisce e questo non sembra mai sedare, mai procedere. Non posso muovermi, non posso respirare a fondo per cui sospetto di non riuscire al ossigenare abbastanza il corpo. Sudo per lo stress, tento di spostarmi supino ma è peggio, sul lato destro il dolore è insopportabile. Solo sul lato sinistro, con le dita che comprimono, massaggiano e trattengono la pelle, ho un ristretto range di respirazione che posso controllare, prima di sentire le fitte. Non è così che immaginavo di finire il mio ritorno in Asia. Poi non mi fido degli ospedali asiatici, chissà dove potrei cascare. Mi faccio forza e cerco dentro di me un luogo tranquillo, rilassato, perché la tensione è in tutto il corpo ormai. Devo riuscire a guadagnare il mattino. Fortuna vuole che riesca a rilassarmi con pensieri zen e per un po’ anche dormicchio.

All’alba le persone si muovono, i dolori riprendono ma non voglio farmi vedere in quello stato per cui aspetto di essere solo prima di issarmi dal letto e rimettermi in ordine, molto lentamente, stringendo i denti. Stamattina faccio piani: se riesco a trovare qualche soluzione, bene, altrimenti per lo meno in piedi soffro meno e ho la giornata a disposizione per decidere. Riesco a prendere delle medicine in farmacia, vediamo se stanotte, cambiando luogo, senza l’aria condizionata, la situazione migliora. Trovo una guest house nell’area riverfront, come consigliato da uno svedese al bar Blue Chilli ieri sera, dieci dollari, singola con bagno, possibilità di ricevere visite. Non è questa la colonna musicale locale?

Le pastiglie aiutano, sembra andare gradualmente meglio mentre passano le ore, riprendo speranza. Passeggio per le strade. I procacciatori non ti lasciano in pace, al ogni angolo, ad ogni passo, uant massag complet 1 ora compresa stanza più bum bum, 30 dollari? Uant tuk tuk, uant bi hepi, uant malihuan?  Urla e sussurri si accavallano nella notte, portandoti a credere di esser entrato in un sogno dove eri già atteso. Tu assieme a milioni di altri sconosciuti che hanno la tua faccia, i tuoi abiti, il tuo sguardo annoiato, meditabondo, determinato. Occhi fissi davanti a sé, la schermaglia del diniego che si fa più rapida. Parata e rigetto, rispondi sempre per favore, senzoffesa. Se tieni gli occhi bassi, se fingi di consultare il telefonino, non sempre eviti di essere importunato. Meglio fare buon viso. Un sano rifiuto non si nega a nessuno, siamo tutti amici, tutti giocatori da una parte all’altra del grande tavolo giallo.

 

il riverfront di phnom penh

 

Il riverfront getta su un marciapiede frequentato, jogging, passeggiate, coppiette sedute sul muretto, bambini che si rincorrono, venditori di cibo su ruota, mendicanti, stranieri, scuola di zumba thai chi. Le rive sono indecenti, le barche scorrono per pescare qualcosa, al dilà si apre la promessa di nuove Diamond Island. Ma almeno lo sguardo si getta verso un po’ di requie, mentre alle spalle il caos continua solleticando le insegne luminose, i tuk tuk a ridosso dei massage parlours, le agenzie di tour fra le seggiole di rattan, i gelati a fianco delle birre angkor e saigon alla spina a mezzo dollaro.

Da due strade incrociate il fiume di motorini si riversa come acqua l'uno sull'altro, lentamente, mescolandosi come le dita di mille mani che si lavano sulle rive di asfalto e polvere, ognuno attento a non frenare, seguendo una precisa linea mentale. Ci si immette nella circolazione senza guardarsi indietro, tanto c’è amalgama costante, adattamento giocoforza, accettazione buddista di un traffico che va contromano a destra e a sinistra per immettersi nelle stradine laterali, con la forzata complicità di chi ti viene incontro. Anche per strada viaggiano a 30, 40 all’ora al massimo, macchine comprese, meno male altrimenti sarebbe uno sfracello.

 

gennaio - aprile 2014

 

7 - continua prossimamente su :  il waterfront di Phhon Penh

 

qui l'inizio del reportage    Asia 1 - Istanbul

 

  Turchia - Istanbul   Vietnam - Saigon province - Ho Chi Minh City -  Mekong River
  Cambodia - Phnom Penh - Siem Reap - Angkor Temples - Prahear province   Laos - Vientiane - Luang Prabang
  Bangkok - Chiang Mai - Koh Larn - Pattaya   Malesia - Kuala Lumpur

20 - Thai Suggerimenti per Bangkok e Chiang Mai

 

 

Tunisi, rivoluzione e filo spinato

 

 

 

 

 

 

 

 

  Asia 1   -   Istanbul, porta d'Oriente

  2 - Vietnam: cappelli a cono e voglia di dollari

  3 - Vietnam : sorrisi e mine anti-bambino

  4 - Indocina Mon amour e disfatte coloniali

  5 - Vietnam  :   profferte e conti della serva

  6 - Mekong  :   il Bel Danubio giallo

  7 - Cambodia : corruzione a Phnom Penh

  8 - Phnom Penh : le gioie del woterfront

  9 - Cambodia: non mi fregare, monaco!

  10 - Cambodia: pallottole benedette

  11 - Siem Reap   :    Pub Street

  12 - Laos   :    Luang Prabang

  13 - Thai   :   Chiang Mai

  14 - Thai  :  Bangkok

  15 - Thai  .  Pattaya

  16 - El Nido : Le spiagge filippine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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