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viaggi  - Asia 15 pattaya

 

 

Pattaya

 

        Dall’Ekkamai station Bts di Bangkok, i bus partono per Pattaya ogni mezzora, durata viaggio due ore, costo 124bath; sopra il sedile posso controllate l’aria condizionata, mentre i minibus a 600 bath con partenze solo alle 6 di mattina o alle 11, sarebbero più vicini alla cella frigorifera. Taxi dalla porta dell’hotel S1 al bus station 80bath. Il furgoncino dalla stazione a Jomtien Beach costa 50bath, ve lo propongono appena scesi dal bus, domandandovi dove andate.

      Pattaya dimostra come i russi stiano invadendo i luoghi di turismo di massa in massa, pizza si scrive anche in russo, i menu hanno cucina russa. Scelgo una stanza che reclamizza i suoi 500 bath a notte. L’ingresso è illuminato di rosso, la tenutaria mi guarda sopresa che arrivi csol sole alto. La stanza ha il letto verde, un armadio in compensato, il bagnetto, il condizionatore e una finestra con una rete lacerata in un angolo. Vuol dire che per ripararmi dalle zanzare terrò tirate le tende. La mattina dopo però trovo fronte mare un ben più convincente Bondi Restaurant and Accomodations, gestito da un inglese. Le stanze sono ineccepibili, ammobiliate sul tono grigio nero. Il bar dà direttamente sulla spiaggia, questa sera è in programma un bingo. Almeno potrò parlare un con qualcuno che capisce la lingua. Alle nove di mattina ho già fatto le mie valigie peril definitivo trasferimento at The Bondi a 600bt, lasciando la non so che Friend Guesthouse che per 550 mi dava un tugurio che prestava più per le sue offerte #shot team#... una cosa che solo la mente più contorta potrebbe immaginarsi come un gruppo di sparatori di tappi di champagne con relativo schizzo, io sono più propenso a scorgervi il solito errore di inglese, che voleva proporre lo “short time”, a meno che non volessi dire "tempo di un colpo"...

 

      Acqua calda del mare. Il lettino in spiaggia costa 100bt al giorno, i ragazzi fanno servizi bibite, cibo e pure wifi e poi ogni tanto passano i venditori ambulanti di spiedini di gamberetti fritti, pesce, frutta, larve, Dvd, occhiali, rasoi elettrici, la pedicure e i massaggiatori. Girano professionisti muscolosi, vederli chini nel loro onesto lavoro, muovendo i loro di muscoli per riattivare i tuoi, è di per sé una soddisfazione. I ragazzi dei lettini sulla zona gay di Jomtien beach pizzicano i clienti sul deretano, per creare una sorta di familiarità e ricevere magari la mancia a fine giornata, e la speranza di vederseli arrivare anche domani.

            Mi sento straniero ovunque perché appena riesco ad adattare il corpo a un posto, devo cambiare. Facevo tanti calcoli prima di partire, sui posti da visitare, sui luoghi lontani, le avventure singolari, le località vergini, poi alla fine la calma mi pare di trovarla proprio in Tailandia, che essendo organizzata da più tempo, arriva a proporti una Pattaya che sembra una vecchia Bibione decaduta. Sparano i fuochi artificiali i gruppi di amici nella notte sulla calda spiaggia di Jontiem Beach, e io rimango qui a trascinare la mia sospensione spirituale di panorama in panorama, di festa in festa, di metropoli in villaggio, di lingua in dialetto, di caratteristiche somatiche nuove in abitudini sconosciute.

      Colazione e via per il Bali Hi pier, imbarco a 30 bath per l’isola di Koh Larn.

 

 

    La spiaggia di Sanqwaen è bianca, anche se tutta umida e non c’è la versione soffice e vaporosa tipo borotalco. Molto migliore quella di Samae Beach, ma per raggiungerla si prende un differente battello, a meno di non voler approfittare di una passeggiata attraverso l'isola sui viottoli fra la bassa vegetazione.

    Il mare ha le variazioni desiderate, trasparente dall’azzurrino piscina all’azzurro al cobalto. L’amor proprio è rinfrancato da questa vista che evolve dall’immaginario massificato di Pattaya Beach, anche se qualcosa nondimeno impedisce di rilassarsi completamente, sporca il panorama ideale e allontana dall’immaginario di spiaggia da sogno. Saranno le rocce ai lati, i cani, gli sdraio con i vecchi materassini, il legnoso capannone delle ristorazione, i lavoranti dormienti, i moto scooter, lo sguardo menefreghista delle banconiere, le boe che delimitano la zona di balneazione, i cartelli scritti solo in russo. Gli alberi sono torti come gli ulivi ma le foglie sono più piccole, e poi non vedo olive. Formiche percorrono il tronco. Sugli ulivi camminano formiche? La mia scarsa conoscenza di botanica ed entomologia mi sconsiglia di continuare su questa linea. Ma formalizzarsi non serve, eppoi il sole cucina per bene. Bagni, e-book e birra, la trinità asiatica di Max.

 

      La notte prendo il solito sangkaev, il pullmino aperto che carica e scarica turisti in continuazione a 20 bath a tragitto, qualsiasi sia la distanza, ed emergo a Pattaya Pattaya. Giro a piedi e faccio gambe, ma giro molto anche la testa. E’ il vero luna park thailandese. Locali, lungomare, bancarelle e poi gnocca. Chilometri di ragazze in piedi sul lungomare, uno struscio che condividi con russi e arabi, americani e indiani, dalla Walking Street dei locali più strani, alla Boyztown di boys e ladyboys, ai cocktail bar pattugliati dalle ragazze in minigonna, una invasione di corpi e sorrisi e ondeggiamenti a perdita d’occhio. È vero quello che dicono, sono aggressive, insistenti, facili, commerciali e probabilmente fasulle. Ma si dedicano. Il mercato però non è così conveniente. Così ne emerge una su mille, perché continua a sorridere e perché il suo lineamento è accattivante. Anche nei locali bevono acqua del rubinetto messa in frigo. E’ il mercato della caccia, dove non sono loro ad essere prede, il numero di riconoscimento che indossano serve a rendere più rapida la caduta dal sogno. Da Cupido poi c’è la numero 32 che ha un sorriso pieno e gentile ed eloquente, ci cascheresti dentro nella rete. Ma tutte ti osservano. Sulla fine mi sembra di capire che fanno quello che fai tu con loro. Ti osservano, ti chiamano senza pietà, anche tu sei carne da conquista. Il Baywalk notturno è selciato di ragazze freelance con corpicini da bambola, qui è il film, la sfilata e il supermercato delle tailandesi dove fra quelle di serie B e C peschi anche quelle da Oscar. Corpi e colori succinti, trucchi in tutti gli accostamenti, coi capelli rosa o blu e la divisa del locale. Hollywood popolate, show, musiche, mercati e turisti, un fiume in piena. Musulmani, cristiani zen, adulti, ragazzoni e pensionati. Che sia un business a cui lo stato non intenda rinunciare lo si vede dal posto di polizia turistica congiunta falang-thai ai due estremi della strada. Dalla via centrale si diramano valli etnicamente omogenee, come quella che raggruppa bar e ristoranti austro-svizzero-tedeschi. Da noi una organizzazione del genere non funzionerebbe, perché alla fine lo stato ci si siederebbe sopra tanto pesantemente da farlo soffocare.

 

      A Pattaya c’è più concorrenza commerciale, oltre ai cinesi coi loro banchetti anche indiani e arabi. Quindi i prezzi scendono. Occhiali da vista 100 bath, come le canotte e le camicie jeans, pantaloni jeans 150 o 200. 2 o 4 euro. Fantastici cappellini a 50 bath, 1 euro e 10 centesimi.

Costi e contrasti

    Nei supermercati si trova pane italiano a 2 euro al kilo, donouts a 25 bath, 70 centesimi. Alla fine a Pattaya spendi più che a Chiang Mai e molto più che in Laos, perché c’è molto da fare, da vedere, da comprare. Se la merce è più a buon mercato, i servizi manuali pesano. Massaggio foot da Wei 300, pedicure di spiaggia 300. I pantaloni Mordecai color arancio con tasconi a 1800 scontati a 1500bath sono una merce venduta cara rispetto al resto dell’abbigliamento, ma il tessuto è pesante.  Per strada senti odore di fogne uscire dalle grate. In spiaggia, di sera, noti i topi che girano sotto le sedie. Inevitabile in mezzo a tanta gente e alla presenza costante di cibo. I suoni non hanno quasi nulla di abituale, galleggi in un mare di voci da gallina degli uomini, o nel il sawadee-kaa delle ragazze dei bar che sembrano dei clacson.

    Ultimo passaggio in Jomtien Complex per dare l’addio alla selva di locali notturni con ragazze e ragazzi seduti fuori sulle seggiole a salutare il passaggio di ogni possibile cliente, una pratica allegra e stancante. poi ultima notte in hotel. A quest’ora della notte le azioni vanno a dormire e il tempo sembra sospeso, nulla ha più importanza. Scorro un po’ di canali internazionali. I francesi, norvegesi, inglesi, russi danno informazione e approfondimenti. Il canale Rai Italia propone l’Italia in Diretta, un salotto mediatico con celebrità e ospiti applaudenti che parla delle dichiarazioni della Belem sulla popolarità di cui è schiava. Ecco come ci vediamo, ecco cosa decidiamo che è importante tradurre ai nostri espatriati lontano nel mondo. Come siamo messi e ce ne vantiamo pure. Non è colpa solo della politica allora. Punto la sveglia del telefono alle 7.30 per l'appuntamento alla partenza autobus che mi porta direttamente all'aeroporto di Bangkok.

 

 

gennaio - aprile 2014

 

visita Bangkok   -   Chiang Mai

qui l'inizio del reportage    Asia 1 - Istanbul

 

  Turchia - Istanbul   Vietnam - Saigon province - Ho Chi Minh City -  Mekong River
  Cambodia - Phnom Penh - Siem Reap - Angkor Temples - Prahear province   Laos - Vientiane - Luang Prabang
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20 - Thai Suggerimenti per Bangkok e Chiang Mai

 

 

Londra il meglio del Gratis

 

 

 

 

  Asia 1   -   Istanbul, porta d'Oriente

  2 - Vietnam: cappelli a cono e voglia di dollari

  3 - Vietnam : sorrisi e mine anti-bambino

  4 - Indocina Mon amour e disfatte coloniali

  5 - Vietnam  :   profferte e conti della serva

  6 - Mekong  :   il Bel Danubio giallo

  7 - Cambodia : corruzione a Phnom Penh

  8 - Phnom Penh : le gioie del woterfront

  9 - Cambodia: non mi fregare, monaco!

  10 - Cambodia: pallottole benedette

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